In apnea

This reading was recorded by Alessandro Mistrorigo at Phonodia LAB in Venice, Italy, on the 19th of December, 2013.

Read by Julian Zhara on 19 December 2013

In apnea

Penetro la tragedia
più banale e quotidiana
volta all’universale.
La mia poetica è grezza,
implica lo scavare.

Mescolando falde informi,
quasi accennate
perviene lo stupore,
fiorito secco, congelato
e mi agito col linguaggio,
ma prima ancora

È l’inquietudine che mi morde il cuore?

Brandelli d’aria e il tempo
s’impregna denso,
che sia crepa o squarcio
di un subcutaneo grumo,
nel depensare penso,
l’etica in paralisi
come sintomo prematuro
straripa sullo scandire, s’offusca
l’apparato percettivo travolto
da ronzii, zigzagare, m’ingozzo
dei miei umori perversi.
Ecco! È giunto il momento
di patire la lotta dove
giudice vincitore e vinto
coincidono perfettamente,
e stremato non riesco
che un abortito grido:

Io
Essere vivente
Caricatura grottesca
Di un dio demente!

Ma che sarà di questa morsa
già all’affermarsi del sole?
Che ne sarà di queste ore,
dei miei respiri sacrificati
al percepire
che più avanza, più sento
marcire l’aria di questa stanza,
a tratti inferno, a tratti apatia,
sola testimone
dei miei morti colori,
della mia malattia.
E quando giungerà senza invito,
la cancrogena coscienza
(a me ancora ignota),
matto il demiurgo,
insolita la posizione,
qualsiasi dolore non placa
il desiderio di assopire
la mia carne versata
in una conca vuota.

Ma adesso voglio solo dormire,
quietarmi, rinascere, rifiorire.

from In apnea (Venice: Granviale Editori, 2009).

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