Corso buenos aires, finestra

This reading was recorded by Alessandro Mistrorigo in Milan, Italy, on the 26th of January, 2014.

Read by Biagio Cepollaro on 26 January 2014

Corso buenos aires, finestra

(Il disegno calmo di una finestra basta a colmare la mente)

dal tavolo del bar in notte afosa
senza passione con il tossico
all’angolo della casa in piedi
con tossica: però non mi fare
male pagando in natura

come si fa a provare quello
che provano come ogni volta che schiaccio
l’insetto il dolore chimico nell’ultimo istante
quando non c’è coscienza
o forse chissà quanti sono
i modi
del sentire
ne abbiamo preso uno
in occidente e qualche altro
di riserva come nel reve che in mille
da ogni luogo giungono in fila di auto sulla montagna
con tecno alta a provare ad essere fuori
di testa visto che il mondo non cambia

bisogna cominciare ad amare con sé
facendo pace
perché quarant’anni di malinteso
amore sono tanta confusione

bisognerà cominciare con la cura
uno ad uno
uno alla volta
aspirando di ognuno il dolore
un po’ per volta
ed espirando conforto chiarezza rottura dolce
del nero
quarant’anni di restringimenti quando crescere
era soltanto nell’arte degli spilli
per reggere il disegno
di una storia
quarant’anni di nomi che lasciarono a caso
filtrare un po’ di bene
nominando tutto come si copre un cadavere
con un lenzuolo

(non sono molte le cose
importanti ma le poche sono difficili e solo
dopo nel dopo che non lascia più
scampo le vedi andare
mentre ogni giorno
non viste
stavano e stanno)

bisognerà cominciare a non avere paura dei deboli
confini della mente e del niente
opaco che la racchiude
fino alle nuvole

(cose che sembravano poche
non abbastanza
o non ancora
ora sono infinite e tutte qui
ed ora)

uno ad uno
uno alla volta

un po’ per volta
nei deboli confini della mente
restituendo loro un corpo
di pioggia e di niente

1999

from Versi nuovi (1998-2001) (Salerno: Oèdipus, 2004).

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