Lampione

This reading was recorded by Alessandro Mistrorigo at Phonodia LAB in Venice, Italy, on the 19th of December, 2013.

Read by Julian Zhara on 19 December 2013

Lampione

Non una candela al vento
ma lampione di una metropoli,
là voluta espressione di luce
con un compito sociale ben preciso,
contento di adempire al dovere
di chi riduce il pericolo del buio
conscio che il suo potere è diviso
dal perimetro assegnato.
Un timido fuoco accontentato
nel servire la sua gente,
che deve ridimensionare l’arroganza del suo Io
nel rispetto degli altri lampioni,
ma non tutti i lampioni sono uguali
davanti a Dio,
ce ne devono essere di più speciali,
come l’insegna kitsch di quel ristorante
in fondo alla via, dove si illuminano
tutte le stelle della televisione,
che l’omone fuori protegge dall’invadenza
della massa, della povera gente,
ma io sono solo un lampione,
una misera tavoletta verticale
per il piscio dei cani,
io non viaggio di notte,
ma mi viaggiano attorno
le carenze del sistema
fino all’alba del domani
e così giorno per giorno
finché non sarò rottamato.
Vedo appendici del diurno
che mi vengono appresso,
vedo carni vigorose, gonfie
di chimica, sesso e botte,
ogni tanto mi s’appresta
qualcuno per scaricare la stanchezza
ma a certe ore io forse vivo,
manco con veemenza la pochezza
del giorno.

from L’epoca che scrivo, la rivolta che mordo (Milan: Agenzia X, 2014).

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