Le orbite

This reading was recorded by Alessandro Mistrorigo in Milan, Italy, on the 26th of January, 2014.

Read by Biagio Cepollaro on 26 January 2014

Le orbite

stramazza da sto fiordo dell’ora la cura fannosa e presta d’un condotto
e i’ mi chiedo
nel fanghiglio ma manco scuro sprizzante gentitante
ca guardo te ca guardi me
tuttofocante se stramazza st’interdetto
i’ ca sproloquio ca la machina l’è fforte e minga se conta niente
anzi c’è che tre l’è pasquinata soft
l’è ragiunatt o l’è poett fa li stess au jour d’ui

e stagno è il cielo -----------------------------------------e stagno è la terra
--------------------------e stagno è l’apeiron di cielo
------------------------------------------e terra

e stagno è la conditione ---------------------------------e stagno è la corrente
----------------------e stagno è la mente

bisognerà traslare smuoversi slogarsi da fuoco
a fuoco mutando centro e fuga cambiando vista

concepto e uso moltiplicare i nomi le voci mettere
su carta l’aggeggio il conquasso il monstro farlo

netto pittato sombro da parete a cervello spianato e
lindo chiazzato sul bianco dove mangi e dormi tra

slato e construtto tirando voce in voce naggio in fuoco
a raccolta ad orchestra a strato spiccato llanmezzo
--------------------------------Je rattrapp
‘nseguito smorto ‘ncroglionito
i’ co’ sta luce fioca manco n’ambriacatura
(mentre gli orbitali la ressa delle cariche il neutrone il neutrino)
ma l’immagine che decide ----------è la caduta
-------------------------------stocchio de fricchio
-------------------------------stocchio de criggio
-------------------------------stocchio de ‘mbrischio
ma s’encrosta il vetro e più non vedo
ma s’emproccia il testo e non propino
e allora chi viene chi va di certo a passare
col nero le sigarette col nero perché quelli
impazziscono per flegma e per flegma ci prendono
e per flegma ci uccidono senza traccia di bile

ma conta l’annaspo e il coagulo al fonte sconta il veloce
d’ogni ricambio e chi t’enforma e chi se fa paesaggio

sfonda sta pellicula girale ‘ntorno facce na specula
densa facce na monade de reflettenza splanata e dici
da giranza de vie la fiutata mattanza

mentre si collassa il nucleo nell’ammasso
e son così tanto vicine le orbite
che amplessano e cresce a dismisura la pressione

(ma s’encrosta il vetro e più non vedo)
(ma s’emproccia il testo e non propino)

e stagno è il cielo ----------------------------------------e stagno è la terra
-------------------------e stagno è l’apeiron di cielo
----------------------------------------e terra

e stagno è la conditione --------------------------------e stagno è la corrente
-----------------------e stagno è la mente

(ma l’immagine che decide è la caduta)
(come voltarsi sul fianco e non lanciarsi le forbici)

ed eccoci qua
stramicchiati
---------------spersi
-----------------------e visti dall’alto
fenicotteri prendere il largo
e musi di stambecchi e code di pavone

-----------------in gran corsa andare

from Luna presciente (1989-1992) (Rome: Carlo Mancosu Editore, 1993).

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