Meditationes, 1996

This reading was recorded by Alessandro Mistrorigo in Milan, Italy, on the 26th of January, 2014.

Read by Biagio Cepollaro on 26 January 2014

Meditationes, 1996

Meditationes n°1

nella terza rivoluzione industriale si fa ciò che non si pensa e anche
si è pensati da ciò che non si è fatto. non l’antico sulfureo inferno né

il fiorito giardino di delizie assoggettando ti fa soggetto ma lo stallo
nel vuoto assoluto d’esperienza. l’evidenza ora si fa sospetta allusione

contronatura

Meditationes n.°2

è che noi non siamo neanche noi e dispersi di noi fu fatta foresta
e ognuno di noi col sé di plastica arreda l’urbana transizione ficca al suo

posto

ciò che un altro

nuovamente sposta e stiamo al telefono al video stiamo al cesso anche
ma senza un nesso non dico di classe ma almeno di chi vede la differenza

tra la parte

che è propria

e il resto

Meditationes n°3

dentro la terza rivoluzione industriale si confondono per la terza
volta le cose e i sottostanti sommovimenti non sembrano più feroci

né tali
ci si mette anche a ragionare

sulle idee. tranne scriba che intravedendo vede enormi prodigiose
masse d’acqua le dighe le sotterranee esplosioni le sparizioni e la deriva

dei nuovi avvallamenti di sabbia e capitali

Meditationes n°4

l’antagonismo in europa è risotto che non cuoce. e intanto
ci pensano a dove si raccoglie la rabbia sotto il tessuto
e c’è chi vede già
il gonfiore
dalla parte che regge l’imbroglio: cambiano i soggetti e
ci vuole tempo chè dal fatto alla visione dal malumore
alla rivolta
ci passa sangue e ore tante di ininterrotta televisione

Meditationes n°5

è che noi siamo divisi a livelli molecolari. gli altri
non è che siano più integri: è che il fiato lungo che ognuno

raccoglie è un affare neutro oggi invisibile è uno scambio
ridotto a pura forma generale. è così che l’esperanto si fa

planetario

Meditationes n°6

l’imbroglio tocca il fondo quando non s’alza mano
per il pane: non è più tempo lineare ma è un’altra

la scintilla

da scoccare: forse il tempo la cura. il pane tiene sotto
i sotto è deterrente alla speranza: ci vuole intera la

visione
dell’altrui abbondanza

quindi si giunge al compromesso: l’avanzata di briciole
o la mattanza

from Fabrica (1993-1997) (Arezzo: Zona Editrice, 2002).

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