Ometepe

This reading was recorded by Alessandro Mistrorigo at The University of Nottingham, in Nottingham, UK, on the 9th of December, 2013.

Read by Roberto Minardi on 9 December 2013

Ometepe

I cavalli riposano sul ciglio del sentiero
e le mosche impazzite dal caldo
gli ronzano isteriche attorno.
I cavalli hanno sguardi schivi come bambini timidi.
Come tanti cavalli del resto.
Ed io non li disturbo, seppure li osservo,
mentre mi chiedono di Mussolini, la mafia..
- non i cavalli -
ma questa compagnia burlesca e sudata
di isolani col vizio del bere.

La loro è una pelle usurata sotto il sole e le pioggie...
con la terra, il machete, i cavalli e i maiali.
I vulcani nel petto rimbombano
e le loro risatine beffarde
somigliano a quelle di altri villani;
a parte il giovane dagli occhi svegli
che mi fa le domande
e si chiede fuori dall’isola come sarebbe.

Non c’è niente da nascondere,
si vede anche il lago da qui;
i bambini schiamazzano nell’acqua
ed il lago li accoglie come un nonno paziente.
E li rende bambini più forti.
L’odore dei vulcani,
los plátanos fritos por la señora de la tienda,
dello sterco e le nuvole si fa - fumo leggero,
e nell’aria ora pulsano palpiti azzurri.

- ...un poquito mas? i – tta – llia - no -
I vostri vulcani mi hanno parlato,
mi gira la testa,
ma i vostri bicchieri non c’entrano.
Sono solo turista
e domani, di sera, riparto.
Ed un cane mi lecca la mano..
io per lui sono un uomo speciale.
Voglio ancora aguardiente.

from Note dallo sterno (Comiso, RG: Archilibri, 2007).

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